LE TESTIMONIANZEGessica Vescio
ex alunna del corso Mercurio a.s. 2001-02
Ha vissuto per tre mesi in Russia. <<Ho trascorso tre mesi in Russia attraverso Intercultura ed ho vissuto una esperienza molto interessante. Non ero mai stata per così tanto tempo all'estero e sono stupita di me stessa per esserci riuscita. Devo dire grazie prima di tutto alla famiglia che mi ha ospitato - è stata molto cordiale e mi ha fatto sentire subito come a casa mia. Poi anche alle persone che ho incontrato sia a scuola sia fuori, tutte molto socievoli e disponibili. Per questo non mi sono mai annoiata e ciò mi ha aiutato ad alleviare la nostalgia per l'Italia. Prima di partire non avevo proprio la più pallida idea di come poteva essere quel Paese non tanto lontano dall'Italia ma così diverso per il clima, per la cultura, la lingua, l'economia. E' stato interessante vedere e cercare di capire per la prima volta il famoso alfabeto "cirillico", così strano per me ma dopo poco tempo così familiare e comprensibile. Ho conosciuto cibi diversi dai nostri, ho visitato un sacco di belle città e, frequentando la "mia" scuola russa e stando insieme alla "mia" famiglia russa, ho vissuto proprio come una di loro. Dal punto di vista linguistico l'esperienza, naturalmente, mi è stata utile. Intanto perché ho potuto migliorare e perfezionare le mie conoscenze d'Inglese seguendo le lezioni regolari insieme ai miei compagni e poi perché ho potuto iniziare a conoscere una nuova lingua, che mi ha subito affascinata e che vorrei continuare a studiare all'università. Il programma prevedeva anche che, mentre io ero in Russia, i miei famigliari ospitassero uno studente, così è arrivata in Ossola Natasha, un membro della famiglia russa che mi ha accolto. Anche lei è rimasta in Italia per tre mesi e ha frequentato la mia scuola nella mia stessa classe>>. Stefania Bianchi ex alunna del corso
Mercurio a.s. 2001-02 Marianna Minervini ex alunna del
corso Mercurio a.s. 2001-02 <<L'anno scorso sono stata in Australia per due mesi, da fine giugno a fine agosto. Ho abitato a Lesmurdie, un paesino sulla collina, vicino a Perth, presso una famiglia australiana con quattro figlie, di cui due venivano a scuola con me. Frequentavamo una scuola cattolica privata per sole ragazze, il St. Brigid's College. Le lezioni iniziavano alle 8.40, quando tutte le ragazze, dopo aver lasciato i propri oggetti nel loro armadietto personale, si recavano nell'aula della "casa" a cui appartenevano. Le studentesse, infatti, erano divise in cinque gruppi chiamati "case", ciascuna delle quali era contrassegnata da un nome e da un colore diverso. Dopo la preghiera, l'insegnante faceva l'appello e leggeva le comunicazioni riguardanti l'attività scolastica del giorno; alle 8.55 le alunne si recavano nelle diverse aule, che in Australia non sono collegate come da noi a un gruppo-classe fisso, ma alle materie. Gli studenti hanno la possibilità di scegliere il loro piano di studi, perciò le classi si compongono e scompongono continuamente. La giornata-tipo dello studente australiano è pressappoco questa: la prima lezione dura 40 minuti, la seconda 70, poi ci sono 20 minuti d'intervallo, quindi una lezione da 40 e un'altra da 70; alle 12.55 c'è il pranzo, che dura 40 minuti. Poi ancora due lezioni: una da 70 e una da 40. Si ritorna a casa alle 15.25. In compenso, sabato e domenica sono "festivi". Nel college da me frequentato ogni giorno c'era un'ora di religione e un'ora in cui tutte le studentesse si riunivano per fare un'assemblea o per svolgere qualche attività comune.La mia impressione sulla scuola australiana? Rispetto all'Italia è organizzata meglio; si fanno molte attività, sia sportive sia culturali, che rendono lo studio più piacevole, più interessante, e coinvolgono di più gli studenti >> Una
scommessa per la pace
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