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INTERCULTURA

L'Einaudi aderisce al Progetto INTERCULTURA da ben 15 anni. Ciò ha consentito a diversi nostri alunni di studiare all'estero e a molti ragazzi stranieri di frequentare la nostra scuola. Il senso dell'esperienza? «Imagine all the people» - recitano i versi di una canzone non ancora dimenticata - « living life in peace ».Le cronache delle ultime settimane, continuando ad evocarci " i mostri" prodotti dal "sonno della ragione", rendono pleonastica ogni sottolineatura. Non è difficile intendere quanto sia necessario che le Culture s'incontrino e imparino a convivere. Quest'«aiuola che ci fa tanto feroci» - così chiama la terra Dante - ha bisogno che si parli di tolleranza, d'integrazione. Ne ha bisogno come dell'aria. E quale mezzo migliore, allora, di una scuola "interculturale"? Se le note di una canzone - per antonomasia "leggera"- possono aiutarci a sperare, le testimonianze che abbiamo raccolto  c'inducono ad avere fiducia con tanta più fondatezza:«You may say I'm a dreamer but I'm not the only one». Abbiamo raccolto le testimonianze dei ragazzi dell'Einaudi che sono stati ospitati in altri paesi.
I ragazzi che l'Einaudi ha ospitato in questi anni hanno raccontato qualcosa del loro Paese e della loro esperienza in Italia.
Ecco alcuni ipertesti:

Nome
paese di provenienza
Anno scolastico
Jenni Finlandia 1999-2000
Bettina Norvegia 1999-2000
Mandy Stati Uniti d'America 2001-2002
Ashley Stati Uniti d'America 2001-2002
Maria Equador 2002-2003
Marin Islanda 2003-2004
NataliaCile 2004-2005
WallinAlaska 2005-2006

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