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LA DIDATTICA
Principi ispiratori
L’Istituto Tecnico “Luigi Einaudi” ritiene che <<il successo formativo degli alunni>> vada perseguito proponendo un modello d’istruzione fondato su una gamma ampia di conoscenze, ripartite in settori diversi ma nello stesso tempo collegate fra loro, così da <<fornire un quadro conoscitivo coerente della realtà fisica, sociale, personale e interpersonale in cui viviamo, consentendo di capirne gli aspetti fondamentali, di prendere coscienza di essi, di sviluppare capacità di giudizio e di operare scelte di vita consapevoli e rispondenti a un determinato senso dell’esistenza >>. (12)
In una scuola di tipo tecnico, inoltre, per garantire un’istruzione di qualità bisogna guidare gli alunni alle competenze professionali proprie dell’indirizzo frequentato.
Il <<successo formativo>> non può prescindere neppure da un’idea “alta” dell’insegnamento. L’orizzonte su cui si affaccia il nostro secolo è complesso e privo di centro. Educare diventa possibile solo se si pensa all’insegnamento in termini diversi rispetto al passato e - appunto - “alti”.
In quest’ottica l’Einaudi fa proprio il “decalogo” steso da un esponente prestigioso della cultura contemporanea, Edgar Morin, che ha voluto sintetizzare così i compiti di quella che egli ama chiamare la <<missione>> di chi opera nella scuola:
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<<fornire una cultura che permetta di distinguere, contestualizzare, globalizzare, affrontare i problemi multidimensionali, globali e fondamentali;
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preparare le menti a rispondere alle sfide che pone alla conoscenza umana la crescente complessità dei problemi;
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preparare le menti ad affrontare le incertezze, in continuo aumento, non solo facendo conoscere la storia incerta e aleatoria dell’universo, della vita, dell’umanità, ma anche favorendo l’intelligenza strategica e la scommessa per un mondo migliore;
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educare alla comprensione umana tra vicini e lontani;
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insegnare l’affiliazione (all’Italia, alla Francia, alla Germania ecc.), alla sua storia, alla sua cultura, alla cittadinanza repubblicana e iniziare all’affiliazione all’Europa;
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insegnare la cittadinanza terrestre, insegnando l’umanità nella sua unità antropologica e nelle sue diversità individuali e culturali, così come nella sua comunità di destino caratteristica all’era planetaria, nella quale tutti gli umani sono posti a confronto con gli stessi problemi vitali e mortali>>. (13)
Prendendo le mosse da questi principi programmatici, i docenti s’impegnano a:
- Promuovere la partecipazione degli studenti alla vita della scuola mettendo in atto tutte le condizioni necessarie all’esercizio dei diritti come al riconoscimento dei doveri, all’interno di un dialogo tanto costante quanto responsabile.
- Ampliare e articolare le esperienze formative con percorsi disciplinari e pluridisciplinari mirati.
- Coniugare, secondo il principio del “learning by doing”, preparazione scolastica ed esperienze professionali guidate: con il progetto Simulimpresa, stage e tirocini presso Enti ed Aziende, progetti d’indirizzo.
- Intervenire nei confronti degli studenti che si trovino in situazioni di svantaggio o disagio e dei portatori di handicap, per aiutarli a centrare gli obiettivi finali fornendo loro gli strumenti atti a migliorare l'autonomia, l'integrazione e il grado di apprendimento.
- Riconoscere e valorizzare le differenze tanto in senso individuale quanto sociale, economico e culturale perché queste non si trasformino in disuguaglianza e svantaggio.
- Controllare l’efficacia della didattica e rinnovarne le modalità con verifiche periodiche sia di dipartimento sia di classe.
Integrazione degli alunni diversamente abili
Facendo proprio lo spirito della Legge 104 del 5 febbraio 1992, l’Istituto si fa interprete dei bisogni degli alunni diversamente abili, svantaggiati e/o con difficoltà di relazione.
In quest’ottica – collaborando con le famiglie, il territorio e i vari ordini di scuole – l’Einaudi individua, programma e mette in atto le strategie utili a favorirne l’integrazione, che nel rispetto della normativa vigente viene perseguita con i seguenti interventi:
- Promozione della continuità educativa fra i vari gradi di scuola attraverso un progetto concordato con gli insegnanti dei vari cicli
- Redazione – sulla base della Diagnosi Funzionale – del Profilo Dinamico Funzionale e quindi del Piano Educativo Individualizzato, da definire congiuntamente con gli operatori dell’ASL e con i genitori
- Incontri periodici dei consigli di classe e del gruppo H per valutare i risultati degli interventi didattico-educativi e la qualità delle relazioni tra l’ambiente scolastico e i soggetti diversamente abili
- Flessibilità nell’articolazione delle attività in collegamento con la programmazione scolastica individualizzata
- Orientamento inteso come promozione dei “punti di forza” per aiutare gli alunni ad esprimere le loro potenzialità formative
- Prove di verifica corrispondenti agli insegnamenti impartiti e indicati nel Piano Educativo Individualizzato
- Promozione di atteggiamenti di accettazione della diversità tra pari mirando al rafforzamento delle abilità pro-sociali
Gli obiettivi previsti per gli alunni diversamente abili possono essere raggiunti anche seguendo percorsi differenziati, utilizzando materiale prodotto dagli insegnanti, computer, sussidi strutturati e multimediali.
In base alla gravità della patologia e alle richieste della famiglia gli allievi portatori di handicap possono:
- Seguire la programmazione della classe con i relativi criteri di valutazione (fatta salva l’eventuale differenziazione dei tempi delle verifiche) e alla fine dell’anno scolastico essere scrutinati con un giudizio di promozione o non promozione
- Essere valutati secondo gli obiettivi minimi stabiliti per la classe e alla fine dell’anno scolastico essere scrutinati con un giudizio di promozione o non promozione
- Essere valutati seguendo una programmazione differenziata, al di sotto degli obiettivi minimi della classe, ottenendo alla fine dell’anno scolastico, un attestato di frequenza con l’indicazione dei crediti conseguiti. In questo caso l’ammissione alle classi successive e all’esame di stato è finalizzata alla sola certificazione dei crediti formativi maturati.
Tempi e modalità generali
L’anno scolastico è cadenzato in due quadrimestri (14 settembre 2009-30 gennaio 2010; 1 febbraio – 12 giugno 2010); le unità orarie sono ridotte a 50 minuti: la prima e la sesta per cause di trasporto, le altre per motivi didattici. Secondo quanto deliberato dal Collegio del 24 settembre 2009, la valenza didattica della riduzione oraria è così giustificata: fatta salva la difficoltà per gli alunni di seguire le lezioni per 6 ore al giorno, considerato anche che il 68% di loro risiede fuori città, gli spazi orari recuperati possono essere proficuamente utilizzati per:
- interventi didattici nelle classi ove il tempo scuola risulti ridotto per l’assenza dell’insegnante titolare
- attività alternative all’insegnamento della religione
- azioni di sostegno rivolte ad alunni stranieri, portatori di handicap o comunque in condizioni di svantaggio
- codocenze
- interventi didattici di sostegno e potenziamento ai propri allievi in orario pomeridiano
La programmazione didattico-educativa, elaborata dai docenti nella fase iniziale dell’anno scolastico, viene comunicata, discussa ed eventualmente rivista in Consiglio di Classe con i rappresentanti dei genitori e degli studenti.
La programmazione tiene conto degli obiettivi fissati dal Collegio dei Docenti, dalle riunioni disciplinari, dai programmi ministeriali e si adatta alla situazione specifica della classe, rilevata attraverso le prove d’ingresso e le prime verifiche formative e sommative. La programmazione indica:
- obiettivi formativi e cognitivi;
- contenuti;
- metodi;
- strumenti di verifica e criteri di valutazione;
- tempi e modalità di attuazione.
Ogni docente all’inizio dell’anno espone agli studenti il proprio piano di lavoro. Si arriva in tal modo alla stipulazione di un vero e proprio “contratto formativo” che consente ai destinatari di conoscere i percorsi didattici, le modalità di valutazione, le competenze da conseguire alla fine del percorso curricolare.
Sulla base del POF, dunque, e dell’intesa che esso presuppone tra docenti, alunni e famiglie, l’Istituto s’impegna a fornire una puntuale informazione su tutti gli aspetti dell’attività scolastica: agli allievi, che hanno diritto di conoscere gli obiettivi didattici ed educativi, il percorso per raggiungerli, le fasi del loro curricolo; ai genitori, che devono potere conoscere l'offerta formativa, esprimere pareri e proposte, collaborare nelle attività.
I docenti, di conseguenza, sono tenuti a rendere esplicita la loro offerta formativa, motivare gli interventi didattici, chiarire le strategie, gli strumenti di verifica, i criteri di valutazione, le modalità di recupero.
Obiettivi educativi e didattici del biennio
Obiettivi educativi
Il biennio, proseguendo l’azione educativa della scuola media inferiore, concorre a:
- Stimolare la crescita della personalità dello studente guidandolo nella ricerca e nella definizione della propria identità (una più approfondita conoscenza di sé stesso, rafforzamento della fiducia nelle proprie capacità, autonomia);
- Favorire una positiva interazione con la realtà naturale, la partecipazione alla vita sociale e l’assimilazione dei valori civili attraverso le attività e le relazioni di classe, la collaborazione all’interno del gruppo e la riflessione critica sui temi di attualità;
- Promuovere la capacità di organizzare e di arricchire le competenze acquisite;
- Proseguire il processo di orientamento, per far emergere attitudini, interessi e motivazioni.
Obiettivi didattici trasversali
- Apprendere un metodo di lavoro autonomo ed efficace;
- Sviluppare le capacità di comprensione, applicazione, analisi e sintesi;
- Sapere utilizzare in vari contesti le conoscenze acquisite;
- Potenziare le capacità linguistiche attive e passive;
- Sapere prendere appunti, operare sintesi e schemi di quanto letto o ascoltato.
Obiettivi formativi
Il nuovo obbligo scolastico, esteso a dieci anni con il decreto n. 139 del 22 agosto 2007, finalizza l’azione didattica ed educativa al conseguimento delle “otto competenze chiave per l’apprendimento permanente” stabilite dal Parlamento e dal Consiglio dell’Unione Europea:
- comunicazione nella madrelingua
- comunicazione nelle lingue straniere
- competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
- competenza digitale
- imparare a imparare
- competenze sociali e civiche
- spirito di iniziativa e imprenditorialità
- consapevolezza ed espressione culturale
Tali obiettivi sono perseguiti per mezzo di un insieme di percorsi inseriti all’interno dei quattro assi culturali:
- Asse dei linguaggi
- Asse storico- sociale
- Asse matematico
- Asse scientifico- tecnico
Le attività didattiche, declinate in conoscenze, abilità e competenze, sono programmate nell’ambito dei dipartimenti disciplinari ed interdisciplinari, e monitorate attraverso periodiche prove comuni per classi parallele.
Obiettivi educativi e didattici del triennio
Obiettivi educativi
- Partecipare consapevolmente agli organi collegiali
- Assumere in modo cosciente e critico le norme comportamentali su cui si fonda la vita scolastica e sociale
- Rispettare le scadenze
- Partecipare in modo costruttivo al lavoro di classe e di gruppo
- Esprimere giudizi personali
- Maturare valori di etica professionale
Obiettivi didattici trasversali
- Conoscere, organizzare in modo ordinato e rielaborare i contenuti oggetto di studio
- Esprimersi con i linguaggi specifici delle singole discipline
- Analizzare criticamente testi di vario tipo e contestualizzarli
- Ricostruire sintesi tematiche secondo criteri metodologici diversi e in un’ottica multidisciplinare
- Risolvere problemi ed eseguire progetti anche per mezzo di soluzioni autonome;
- Acquisire le abilità di base per l’esercizio della professione.
Metodologia e Strumenti
Le scelte metodologiche sono lasciate alla sensibilità e all’intelligenza didattica degli insegnanti. Si considera tuttavia irrinunciabile il rispetto dei seguenti criteri:
- tenere conto dei ritmi di apprendimento degli alunni;
- collegare tra loro i nuclei concettuali in senso sia interdisciplinare sia interdisciplinare;
- fissare modalità di verifica coerenti con il lavoro di classe.
Operativamente l’attività scolastica si sviluppa attraverso:
- la lezione dialogata;
- la conversazione guidata;
- la lezione frontale;
- il lavoro di gruppo;
- il cooperative learning (apprendimento cooperativo);
- l'educazione fra pari;
- la discussione e il dibattito;
- il problem-solving (guidare gli alunni ad affrontare e risolvere un problema in modo autonomo);
- il micro teaching (insegnamento individualizzato);
- la lettura e l'interpretazione di libri di testo e di documenti;
- l'uso didattico del computer, di internet e degli audiovisivi le esperienze nei laboratori;
- il learning by doing: “imparare facendo” ( Simulimpresa, Stage, tirocini, campagne di rilevazione topografica, progettazione);
- i viaggi di istruzione, le visite guidate a musei, mostre, aziende;
- gli incontri con esperti, conferenze, dibattiti;
- gli spettacoli teatrali e cinematografici;
- le lezioni di educazione ambientale in luoghi di particolare valore naturalistico;
- la partecipazione a fiere, convegni, manifestazioni;
- la partecipazione alla vita scolastica attraverso gli organi rappresentativi;
- la partecipazione a Progetti (interni o proposti da Enti, Istituzioni,Associazioni).
Per lo svolgimento dell'attività didattica vengono utilizzati materiali, tecnologie, sussidi, laboratori, aule speciali, biblioteca, palestra.
Valutazione
Tipologia, numero e criteri delle verifiche
Le verifiche servono a controllare i processi di apprendimento e mentre per gli alunni hanno valore orientativo e formativo, ai docenti danno l’occasione per analizzare l’efficacia dell’attività didattica.
Modalità e tempi delle rilevazioni sono coerenti con lo svolgimento del programma, il livello di apprendimento delle classi e il lavoro svolto.
Le prove, formative e sommative, vengono programmate tanto alla fine delle unità didattiche, quanto in relazione a tratti significativi delle stesse. Possono essere somministrate sotto forma orale e scritta (strutturata, non strutturata, semi strutturata), avere per oggetto una o più discipline (prove integrate, sul modello della “terza prova” degli Esami di Stato).
Il numero delle verifiche sommative necessarie alla valutazione di fine quadrimestre corrisponde ad almeno tre prove quadrimestrali per il voto dello “scritto”, ad almeno due prove quadrimestrali per quello dell’ “orale”. In relazione a quest’ultimo tipo di voto, nel caso di esiti insufficienti, le prove non possono essere meno di tre; mentre per le discipline con due ore settimanali e voto doppio (scritto e orale) le verifiche scritte considerate indispensabili per la valutazione sono ridotte a due per ciascun quadrimestre.
Tabella per i criteri comuni di valutazione
1°. CONOSCENZA- COMPRENSIONE
VOTO: 10
Comprensione e conoscenza pronta e approfondita tanto dell’argomento nel suo complesso quanto dei dettagli; sicurezza nel porre i concetti in relazione tra loro; metodo e capacità di rielaborazione
VOTO: 9-8
Preparazione organica; capacità di collegamento e approfondimento
VOTO: 7
Sufficiente padronanza dell’argomento; presenza dei collegamenti principali
VOTO: 6
Conoscenza limitata alle nozioni fondamentali; qualche collegamento operato con la guida dell’insegnante
VOTO: 5
Comprensione e conoscenza parziale o conoscenza solo mnemonica; permanenza di qualche incertezza logica anche sotto la guida dell’insegnante
VOTO: 4-1
Conoscenza e comprensione molto frammentaria o affatto lacunosa; incapacità di collegare tra loro anche le nozioni più semplici
2°. ESPRESSIONE ORALE
VOTO: 10
Esposizione organica e precisa: espressione fluida, varia e appropriata in rapporto al linguaggio specifico della disciplina
VOTO: 9-8
Esposizione disinvolta e corretta; adeguata proprietà lessicale
VOTO: 7
Esposizione mediamente appropriata e corretta
VOTO: 6
Esposizione chiara, anche se non sempre scorrevole e precisa. Qualche errore
VOTO: 5
Esposizione difficoltosa: incertezze e imprecisione riducono il grado di comprensibilità dei contenuti
3°. ESPRESSIONE SCRITTA
VOTO: 4-1
Esposizione frammentaria e disorganica, confusa o marcatamente scorretta
VOTO: 10
Elaborato corretto, ben articolato; lessico preciso e appropriato; contenuti organizzati in modo efficace e svolti esaurientemente; capacità critica
VOTO: 9-8
Forma corretta e scorrevole; lessico proprio ed omogeneo; contenuti esaurienti
VOTO: 7
Forma mediamente corretta e scorrevole; lessico proprio ma non sempre efficace; contenuti chiari e ordinati
VOTO: 6
Elaborato impostato in modo sostanzialmente corretto; lessico e contenuti accettabili
VOTO: 5
Forma imprecisa, incerta, non sempre corretta; lessico approssimativo o monotono; qualche lacuna di contenuto
VOTO: 4-1
Elaborato formalmente scorretto e contorto; lessico povero e improprio; contenuti marcatamente lacunosi, confusi, disorganici
4°. CAPACITA’ OPERATIVA
VOTO: 10
Capacità di analizzare e scegliere con sicurezza procedure e metodi, raccordati con il tempo a disposizione; progetto realizzato autonomamente, verificati i risultati
VOTO: 9-8
Capacità di scegliere procedure, strumenti, tempi e metodi; progetto realizzato e risultati compresi
VOTO: 7
Sufficiente capacità di orientarsi nella scelta di procedure, strumenti, tempi e metodi; progetto realizzato con qualche aiuto
VOTO: 6
Scelta operata con qualche indicazione del docente; metodo di lavoro non organico; progetto realizzato ma i risultati vengono valutati con una certa approssimazione
VOTO: 5
Difficoltà ad orientarsi nelle scelte operative e metodo di lavoro non abbastanza consapevole; progetto realizzato in parte con la guida del docente; risultati valutati in modo approssimativo
VOTO: 4-1
Incapacità ad orientarsi anche sotto la guida dell’insegnante; mancanza di autonomia; progetto non realizzato
La valutazione finale: criteri di promozione, di sospensione del giudizio e non promozione
Nel rispetto della normativa vigente in materia di scrutini finali, nel corso del collegio del 24 settembre 2009 i docenti hanno deliberato di attenersi ai seguenti criteri:
Criteri di promozione per lo scrutinio finale
- Sono promossi alla classe successiva gli alunni che riportano valutazioni positive in tutte le materie secondo i parametri stabiliti dai singoli dipartimenti disciplinari ed espressi nella programmazione di classe. Inoltre contribuiscono in modo significativo alla definizione del voto finale: l’impegno; la partecipazione, i progressi conseguiti rispetto alla situazione di partenza.
- Ottengono la promozione anche gli alunni che conseguono valutazioni positive nella maggior parte delle discipline, a condizione che le carenze rilevate non siano tali da determinare la sospensione del giudizio. In particolare il Consiglio considera con speciale attenzione i casi degli allievi per i quali si riconosca che le difficoltà scolastiche siano collegate a particolari condizioni di salute, di disagio personale o di ordine familiare.
Criteri di promozione nello scrutinio integrativo
― Sono promossi gli alunni che dimostrano di avere raggiunto gli obiettivi irrinunciabili nelle materie per le quali il consiglio di classe ha deliberato di rinviare il giudizio finale.
― Il consiglio può deliberare la promozione alla classe successiva anche degli alunni che, pur non avendo ottenuto la piena sufficienza in tutte le prove di verifica, abbiano i tuttavia fatto emergere: progressi complessivamente significativi anche se parziali; impegno; possibilità di recuperare autonomamente eventuali residue incertezze nel corso dell’anno scolastico successivo.
Criteri per la sospensione del giudizio finale
Il Consiglio di classe procede alla sospensione del giudizio finale per gli alunni che al momento dello scrutinio del secondo quadrimestre non abbiano conseguito la sufficienza in una o più discipline, ma comunque non in più di tre, e che abbiano mantenuto significative lacune nonostante le segnalazioni alle famiglie e gli interventi di recupero messi in atto dalla scuola. Gli alunni che si trovino in queste condizioni devono tuttavia essere giudicati in grado, a discrezione del Consiglio, di pervenire agli obiettivi irrinunciabili, con un ulteriore opportuno sostegno, entro l’inizio del successivo anno scolastico.
Nel caso del biennio, pur in presenza di quattro insufficienze, il consiglio di classe può decidere di sospendere il giudizio qualora ritenga che nel corso dell’anno successivo gli alunni siano in grado:
· di recuperare in modo autonomo, nel corso dell’anno successivo, almeno una delle materie insufficienti;
· di giungere nelle altre tre agli obiettivi irrinunciabili entro l’inizio del nuovo anno scolastico.
Le verifiche a cui vengono sottoposti gli allievi per cui sia stata rimandata la formulazione del giudizio finale sono strutturate sulla base delle indicazioni comunicate alle famiglie subito dopo lo scrutino di fine secondo quadrimestre (obiettivi irrinunciabili, contenuti, esercitazioni consigliate, tipologia delle prove finali). Contemporaneamente i docenti consegnano al Preside o a un suo delegato, in busta chiusa, i testi delle prove scritte o grafiche a cui gli alunni devono essere sottoposti entro l’inizio dell’anno successivo.
Criteri di non promozione per lo scrutinio finale
Sono dichiarati non promossi gli alunni che alla fine dell’anno scolastico si trovino nelle seguenti condizioni:
- gli alunni che risultino insufficienti in quattro discipline, in due delle quali in misura grave.
- gli alunni che abbiano riportato in tre discipline gravissime insufficienze, tali da impedire loro di giungere agli obiettivi formativi propri del corso.
Criteri di non promozione per lo scrutinio integrativo
Sono dichiarati non promossi gli alunni per i quali sia stato sospeso il giudizio e che, nonostante gli interventi di recupero attivati dall’Istituto nel corso dell’anno scolastico e dopo gli scrutini finali, continuino a evidenziare:
· lo stesso livello di carenze rilevate alla fine dell’anno scolastico
· assenza di impegno
· mancanza dei prerequisiti essenziali per affrontare il successivo anno scolastico, in particolare nelle discipline d’indirizzo.
(12) E. Agazzi, Difendere la qualità dell’istruzione, in Nuova Secondaria, La Scuola, Brescia 15 gennaio 2002, pp.5-7
(13) E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Cortina, Milano 2001, p.107
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